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EXPO MILANO 2015: PARTIAMO DA ZERO
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EXPO MILANO 2015: PARTIAMO DA ZERO

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Questo articolo è disponibile anche in: Inglese

Ebbene si, l’Expo 2015 è a Milano e più precisamente a soli 500 metri da casa mia…La musica e le coreografie dell’albero della vita sono ormai un leit motive che accompagna le mie serate…E proprio per questo non poteva certo mancare tra le pagine del nostro blog una rassegna su quella che per l’Italia e in particolare per Milano sta rappresentando una grande occasione.

Oltre al lato più emotivo ovviamente il nostro ruolo di appassionati di architettura e design vi accompagnerà attraverso i padiglioni e le loro scelte stilistiche ed estetiche nonché attraverso il loro importante messaggio legato al tema generale che è Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

Partiamo quindi dal capostipite dei padiglioni, il Padiglione Zero progettato per aprire idealmente il percorso e per farci conoscere fin da subito la filosofia e gli obiettivi di questa fiera.
Il progetto architettonico è stato affidato a Michele De Lucchi mentre l’allestimento interno é firmato da Davide Rampello.
L’esterno davvero suggestivo riprende l’orografia della zona dei colli Euganei, in Veneto, caratterizzati da una forma conica causata dai movimenti tellurici della terra nel corso dei millenni. Il percorso espositivo conduce all’interno, di queste “alture”, nel cuore della terra, entrando infatti ci si trova da subito immersi in un buio fitto e la sensazione è quella di essere all’interno di una grotta in cui la luce filtra a malapena.

Il vero e proprio portale di accesso è rappresentato dall’ “Archivio della Memoria”, la riproduzione cioè di una enorme parete di una antica biblioteca rinascimentale. Centinaia di cassetti custodiscono la memoria e la tradizione del mondo alimentare susseguitesi nel tempo.

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Varcata la soglia prende il via un vero e proprio viaggio attraverso la storia dell’uomo, della sua alimentazione e dei metodi di reperimento e produzione del cibo.

Una sala successiva ospita la riproduzione di un cortometraggio tematico e proprio al centro di questo spazio svetta un albero di cui è visibile solo il tronco, la chioma infatti ha letteralmente bucato il soffitto per raggiungere la luce e esterna, a simboleggiare la  supremazia della Natura sull’uomo.

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Una sala successiva contiene un’installazione in cui le pareti sono costituite da contenitori in plexiglas trasparente retroilluminati che contengono centinaia di varietà di semi diversi, tutti i semi del mondo a dimostrare l’enorme patrimonio e le notevoli diversità presenti sul Pianeta.

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Anche questa come la sala precedente è caratterizzata da video a ciclo continuo, in questo caso raffiguranti una pioggia di semi incessante.

Il tour continua in una sala dove sono riprodotti le differenti specie di animali con cui l’uomo ha interagito nel susseguirsi delle varie epoche storiche.

Alla fine di questo spazio si torna a godere della luce naturale e con enorme sorpresa ci si trova in una piazza, o per meglio dire una valle tra i colli e dal soffitto di uno di questi spunta la chioma dell’albero che ho visto prima dall’interno!

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Fino a qualche mese fa proprio qui era posizionata una serie di 80 tavoli in kauri (vedi post in archivio!)  che insieme ricreavano la forma della Pangea..Ora quest’opera è stata spostata all’esterno del padiglione lungo il decumano (l’asse viario principale che attraversa tutta l’esposizione).

Le stanze a seguire sono molte:

un ambiente che riproduce uno scenario agricolo con un mulino, dei muretti a secco e un campo arato ad indicare la nascita delle prime attività agricole; sempre in questo spazio è posta l’unica area del Padiglione Zero che contiene materiale autentico dal punto di vista archeologico con in mostra vasi, anfore e otri, tra cui alcuni risalenti a migliaia di anni fa.
E come attraverso uno stargate eccoci arrivati all’era della modernità con un’area dedicata alla rivoluzione industriale  con un plastico di circa 320 mq che mostra l’influenza dell’uomo sul territorio; sono riprodotti scenari come le prime fattorie americane, i primi insediamenti industriali tra cui Villaggio Crespi sull’Adda, un esempio italiano di città industriale autosufficiente, le prime industrie americane e le prime città dell’epoca moderna.

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L’ultimo passaggio nel tempo si ha arrivando al presente, con un impressionante schermo gigante che riproduce La Borsa mondiale del cibo; ogni secondo vengono proiettati i prezzi del cibo e il consumo di questo simboleggiando il depauperamento del suo valore ridotto a mera merce di scambio.

La stanza successiva porta a riflettere sullo spreco del cibo, uno dei temi più importanti di Expo 2015. Parte del pavimento della sala è coperto da una collina formata da rifiuti quotidiani. Da un’apertura nella parete dello stesso spazio si intravede ciò che più ha colpito la mia attenzione lungo questo percorso, un video di circa un minuto che riproduce le sciagure che avvengono nel mondo quando la Natura si ribella alle regole dettatele dall’uomo. Ha un impatto molto forte, ve ne ripropongo una parte qui sotto.

Il messaggio a chiusura del Tour però vuole essere positivo e quindi due sale in cui sempre attraverso video vengono riprodotti dei modelli positivi di sfruttamento della natura e dell’ambiente da parte di produttori agricoli che hanno creato delle vere e proprie eccellenze, italiane e internazionali.

Ci sarebbe ancora molto da dire a riguardo ma sarebbe impossibile condensare tutto in un post…Prossimamente ci addentreremo ne cuore della Fiera e visiteremo insieme i padiglioni delle varie Nazioni.

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